venerdì, 20 ottobre 2017
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L'incontro con Don Bruno Ferrero pervisto per sabato 14 ottobre è rinviato a data da destinarsi per motivi di salute del relatore
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Campo scuola ACR a Caderzone

Laudato Sì

dal 24 al 31 agosto 2017

A un passo dal cielo


Dammi 45 ragazzi, 10 educatori, don Gabriele, un bel paese di montagna e trasformerò l’ultima settimana di agosto di ogni anno in una settimana da sogno!

La location

Caderzone è un piccolo paese agricolo del Trentino, situato in Val Rendena, la nostra casa “Madonna della neve”, gestita dall’Azione Cattolica di Fidenza, pare l’unica realtà turistica. Ovunque contadini laboriosi con poderosi mezzi agricoli lavorano incessantemente. La casa, che ci ha accolti familiarmente, ci ha offerto un bellissimo salone e un terrazzo immenso per le nostre attività ,ottima cucina e, a poche centinaia di metri , strutture sportive mozza fiato.

Il tema

Ormai è risaputo che con la tecnologia al mondo d'oggi si possa fare davvero di tutto… noi all'ACR, grazie ai potenti mezzi informatici, abbiamo avuto la possibilità e la grande fortuna di trascorrere la settimana del camposcuola con San Francesco d'Assisi (in carne ed ossa). Si è teletrasportato da noi per aiutarci a capire la sua scelta di vita, radicata profondamente sul Vangelo. Insieme a lui abbiamo ragionato, oltre che alla sua storia, ad alcuni atteggiamenti proposti da un altro grande Francesco dei nostri tempi: il Papa. Abbiamo infatti notato grandi analogie nello stile di San Francesco d'Assisi e nelle parole che il Papa ci ha lasciato nella sua enciclica “Laudato Si”: l'ascolto della Parola, la cura della Casa comune e l'impegno ad essere strumenti di pace e misericordia.

Ogni giorno Francesco d'Assisi ci ha lasciato una chiave con la quale abbiamo aperto una porta contenente un atteggiamento importante lasciatoci dal Papa per crescere nella fede.

Le gite

A giorni alterni, zaino in spalla per andare in montagna con ogni mezzo! Siamo tornati alle stupende cascate Nardis in val di Genova, al rifugio San Giuliano che si affaccia su due laghi e abbiamo guadagnato quota a bordo di un trattore… poi fin sul Grostè per amare le vette e puntare in alto.

Lo stare insieme ha portato i ragazzi ad aiutarsi e divertirsi insieme. se una gita era difficoltosa, ecco l'amico che aspettava e motivava… se all'amica non piaceva il panino al formaggio ecco lo scambio con quello al prosciutto… senza contare le innumerevoli partite a carte e i giochi a squadre: chi è arrivato al campo da solo è stato accolto dagli altri, e ognuno ha dato il proprio contributo. Sono emersi doni e talenti che hanno fatto sentire ciascun ragazzo importante!

La preghiera

Capitanati dal formidabile don Gabriele Valli anche i nostri momenti di preghiera sono stati stupendi: Messe in alta quota, condivisione, confronto su temi importanti come quello dell'amicizia, della custodia, della capacità di costruire ponti e non muri con gli altri!

Tutto questo sulle note di Laudato Sii Mii Signor: rendere grazie a Dio non è mai stato così semplice, spontaneo e bello!

Le serate

La sera, al campo, è un momento di grande divertimento ed unione.

I ragazzi si sono messi in gioco affrontando con entusiasmo le varie proposte organizzate dagli educatori: l’accoglienza e la festa per i nuovi arrivati, il “Cipollone”, il gioco “Bomba” nella versione notturna in cui le squadre si sono affrontate munite di torce nella zona sportiva di Caderzone. Non poteva mancare la serata con Quiz di vario genere sulla cultura generale; la cena con delitto, nella quale è stato risolto un delitto successo al tempo di San Francesco… E dopo il successo dello scorso anno, è stata riproposta ai ragazzi la serata a tema “Beato tra le donne”. Fino all’ultima sera con scenette, canti preparati dai ragazzi e… saluti per il gruppo di terza media che passerà all’Azione Cattolica Giovani.

Gli educatori

Gli educatori sono una vera bellezza nel nostro campo: belli, giovani, pieni di vita, dedicati ai ragazzi, ecco il parere di Cecilia e Agnese, per la prima volta al campo come educatrici.

“In fin dei conti si torna sempre dove si è stati bene".

Dopo aver passato la mia infanzia come ACieRrina, sono tornata al campo questa volta però dall'altra parte: educatrice. Essendo la mia prima esperienza in questo ruolo sono partita con non pochi timori e ansie: ne sarei stata all'altezza? L'Acr mi ha sempre trasmesso Tanto, sarei riuscita a mia volta a trasmettere quel Tanto?

Mi preoccupavo per niente: pensandomi educatrice davo per scontato che fossi io a dover dare e gli altri a ricevere. MI sbagliavo: non ho mai ricevuto così tanto.

Essere educatore è una responsabilità, ma prima di tutto un dono. Si ha, infatti, il privilegio di veder crescere i ragazzi, di camminare accanto a loro e con loro, mettendo in gioco un po' di se stessi, per poi ricevere molto di più da ognuno. Essere educatore significa anche mettersi in discussione, raccontare sé stessi e stare in ascolto, spendere tempo ed energie, ma ogni minuto e ogni gesto sono sempre ripagati da un’ondata di sorrisi e di bene.

Ora torniamo a casa più consapevoli, arricchiti da Francesco & Francesco che ci hanno guidato, spronati a custodire il creato e le persone che incontriamo ogni giorno, certi che all’ACR c’è un gruppo di amici sul quale poter contare!

Equipe ACR


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