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Progetto genitori

Sabato 16 novembre 2013
Centro Giovanni XXIII

Vivere la fede in famiglia

Incontro con Don Bruno Ferrero
Direttore Bollettino Salesiano - Scrittore



Sabato 16 novembre al Centro Giovanni di via Prevostura una folta platea ha potuto gustare l'intervento di don Bruno Ferrero sul tema "Vivere la fede in Famiglia", organizzato dall'Azione Cattolica, per il ciclo del Corso Genitori.

Il relatore ha esordito provocando la nostra attenzione sull'importanza della lettura e del raccontare la Bibbia ai nostri bambini e ragazzi, perché già dal suo inizio questo libro dice che Dio ci ha voluti e amati fin dall'inizio: sì, non siamo stati "sbattuti" nel mondo, ma voluti e amati, ognuno e ciascuno. Il primo concetto che ha espresso don Bruno é stato che se voglio trasmettere la fede devo averla io per primo! Non si guida un altro dove non si é mai stati! "Come si fa a comunicare l'odore di un profumo? Non si riesce, il profumo si comunica portandolo addosso". La stessa cosa per la fede. Il bambino impara vivendo. "Rassegnatevi, i bambini non faranno mai quello che voi gli dite, ma guarderanno ciò che voi siete". Un'altra cosa fondamentale da insegnare con la vita è che ognuno di noi è un essere sacro! Non ci devono essere cameriere o servi in famiglia, perché ogni persona ha il diritto di essere quello che deve essere. Il bambino deve imparare il senso profondo della dignità di ciascuno. Ha poi continuato dicendo che due cose testimoniano l'esistenza di Dio: lo stupore e l'amore. L'amore è la scoperta degli altri, quando si ama una persona si scopre l'eternità, così come quando si scopre la creazione si prova lo stupore. Dio non è lontano, non è nel cielo, è molto più vicino, è accanto a noi ed é qui ora.

Don Bruno ha poi accennato al valore dei rituali. Il rituale della buona notte, dell'accoglienza, della soglia: tutti quelli che entrano ed escono dalla casa devono essere baciati ed abbracciati! Facciamo attenzione a sostituire noi stessi e i gesti d'amore da dalle cose, perché dalle cose stesse saremo sostituiti. "Non regalate niente ai vostri bambini se non il vostro affetto, così come a vostra moglie o marito perché i bambini vedono l'affetto dei genitori; se questo non c'è, penseranno che la mamma o il papà siano solo camerieri. La persona non è mai calpestabile, recuperiamo il valore della nostra dignità e sacralità, non possiamo essere ridotti al rango di cose!"

Don Ferrero ha poi continuato esortando i genitori a dare protezione ai figli: é per questo che quando hanno chiesto a Gesù come chiamare Dio, Lui ha risposto "Padre nostro". È Lui che ci custodisce e il bimbo lo impara dai suoi genitori. Per questo oggi si enfatizza tanto la figura del padre. Ai bambini bisogna insegnare la concretezza della fede e che nei sacramenti Dio si fa toccare. I sacramenti sono ciò che lava, che unge, che passa attraverso la sessualità nel matrimonio, che sfama e disseta, non c'è niente di più concreto e reale. Anche il dolore e la morte vanno spiegati ai bambini: "Io vado a prepararvi un posto, perché là dove sono io, siate anche voi", perché, senza che uno se li vada a cercare, arrivano nella vita di ciascuno.

Occorre ricordare però che si impara solo attraverso il piacere e che é importante avere un sogno: "voglio una vita qualunque o voglio cambiare il mondo?"

"Se i figli non camminano più è perché non hanno un sogno, a questo servono le speranze, a camminare e progredire. Avere qualcosa che ti fa andare avanti, tramite l'affetto, l'amore, la comprensione, la dignità, l'esempio, ecc.: questo si insegna ai figli. Non avete idea di quanto siete importanti per i vostri figli! Non fissatevi sulle cose: le persone possono cambiare!" ci ha detto don Bruno. Queste sono le parole di incoraggiamento e di speranza che ci portiamo a casa dall'incontro. Che ricchezza averle sentite e gustate...e ora tocca a noi viverle.


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