martedì, 27 ottobre 2020
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L'incontro previsto per il 26 ottobre con don Bruno Ferrero è stato annullato per indisposizione del relatore.

Adesione 2021

A vele spiegate

Il video proiettato a "starTIncontro"



Ripartite, esplorare, scegliere


«Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti» (Papa Francesco, Momento di preghiera in tempo di epidemia, 27 marzo 2020).
Rieccoci tutti. Ancora sulla stessa barca mentre navighiamo più tranquilli. Pronti però a dare volta, legando saldamente una cima ad un sostegno in modo che non si sciolga, per mettere in sicurezza la barca. Siamo protagonisti di una storia che ne racchiude tante altre. Siamo figli di un vissuto che ci ha segnati. Siamo qui, ancora fragili e disorientati ma pronti a ripartire, a navigare insieme. Sì, siamo pronti anche se le parole mancano. Siamo pronti nello sguardo. Si vede!
Gli occhi, lo sguardo, sono la parte del volto che resta scoperta quando indossiamo la mascherina. E sebbene il suono delle parole arrivi smorzato al destinatario, lo sguardo non è soggetto a filtri. Oggi, più di prima, lo sguardo è per noi incontro, avvicinamento, espressione, parola.
I nostri sguardi sono più intensi. Facciamoci caso. Ci indicano l’intensità della relazione, della confidenza. Ci permettono di dire «Posso entrare?, sono qui con te». Con lo sguardo possiamo parlare, senza sentire il bisogno delle parole. Comunicare e ricevere comunicazione. Intavolare discorsi facendo silenzio.
Con questa intensità maggiore siamo chiamati a guardare, esplorare, riconoscere la realtà. Una realtà abitata dal prossimo: uno sguardo una storia.
Siamo chiamati a tenere gli occhi aperti, a riconoscerci dagli sguardi e a riconoscerci negli sguardi di coloro che sono con noi sulla stessa barca.
Perché in fin dei conti lo sguardo e la barca sono luoghi di incontro. Luoghi nei quali facciamo esperienza dell’altro; esperienze comuni come la fragilità e il limite, il riconoscersi ‘‘insieme creature’’ e il farsi dono.
Siamo chiamati ad abitare lo sguardo, siamo chiamati ad abitare la barca. Ad abitare, a star dentro questi luoghi. Lo stare è una scelta: scegliamo di guardare da dentro la barca il mare del futuro presente, scegliamo di guardare negli occhi l’altro e di navigare insieme, scegliamo di rinnovare la nostra presenza nel viaggio con l’associazione.
È proprio in questi luoghi che ci sentiremo accolti e mai soli, già pronti a salpare… a vele spiegate!



I Manifesti dell'Anno associativo 2020-2021

Unitario

Servire e dare la propria vita

L’icona biblica (Mc 10,35-45) ci ricorda che il figlio di Dio è venuto per “servire e dare la vita” e che seguendo Lui possiamo assaporare il faticoso cammino del servizio. Verranno di sicuro le vertigini, all’inizio mancherà la terra sotto i piedi, questo, però, è l’unico percorso per stare dentro la storia, dentro l’imprevisto, non in modo passivo ma costruttivo, come Gesù ha scelto di fare fino in fondo, fino a dare se stesso.

ACR

Segui la notizia

In un tempo in cui siamo bombardati da notizie di tutti i tipi, diventa importante e prezioso il mettersi a servizio della verità e alla ricerca di quelle notizie belle e significative che aiutano l’umanità a crescere. Tutti siamo dunque chiamati a leggere i “fatti” della propria vita, a scavare a fondo, ad approfondire la conoscenza della realtà che ci circonda, per leggere la presenza di Dio; e sulla base di questa scoperta raccontare, testimoniare, narrare al mondo la Buona e Bella Notizia di cui siamo destinatari.

I percorsi formativi

Adulti

da Corpo a Corpo

In quest'anno così speciale l'AC ci invita, sui passi del Maestro, a farci servi dell'altro seguendo il suo stile di fraternità, di abbassamento. Gesù non "parla di servizio" ma offre concretamente se stesso per dare la sua vita intera a ciascuno di noi. È questo il percorso che l'AC propone ai suoi soci - dai piccolissimi a chi è più avanti negli anni - per il prossimo anno associativo.
Gesù sceglie di servire con tutto se stesso, si mette in gioco attraverso dei gesti che coinvolgono tutto il suo corpo per incontrare l'altro nella sua realtà concreta: …da corpo a corpo!
…vogliamo accompagnare gli adulti a riscoprire il corpo come il luogo concreto dentro il quale esprimiamo la nostra vita e la nostra fede: lo faremo sui passi di Gesù, vogliamo apprendere dai suoi gesti uno stile di servizio e di amore gratuito.
Su questa pagina, in continuo aggiornamento, potete trovare materiali, approfondimenti spunti per presentare il percorso annuale agli animatori, i gruppi, la comunità.

Giovani

Per dare vita

Quest’anno è il Vangelo di Marco la bussola a cui affidiamo il nostro cammino associativo; in particolare, l’icona scelta per i nostri percorsi è Marco 1, 35-45. Il rapporto tra Gesù e gli apostoli e la sequela sono gli elementi portanti di questo brano. Tra i discepoli abbiamo la fortuna di incontrarne due da vicino, i figli di Zebedeo, Giacomo e Giovanni: saranno proprio loro due a metterci alla prova, cercando di capire quali testimoni siamo chiamati ad essere. Gesù chiede di più ai Suoi spiegando in cosa consiste la differenza che ogni suo discepolo è chiamato a “fare” nel mondo. E quello che dice richiede davvero una grande conversione: essere discepoli significa essere con Lui missionari, la missione dà il senso al nostro seguirLo.

Giovanissimi

Moto di rivoluzione

“C’è bisogno di rivoluzione!”. È questo il pensiero che anima il percorso formativo per i giovanissimi per l’anno associativo 2020- 2021. Partendo dall’icona biblica dell’anno, Mc 10, 35-45, i giovanissimi saranno chiamati a seguire i passi di Giacomo e Giovanni ed essere così testimoni, nonché autori, di vere e proprie rivoluzioni. Proprio dal brano evangelico emerge una doppia rivoluzione: una esteriore, che porta a concepire il potere come servizio, ed una interiore, generata dall’incontro con il Signore, che trasforma il desiderio di Giacomo e Giovanni di avere un posto in una chiamata ad essere discepoli nel servizio. È la rivoluzione, quindi, il tema centrale nel cammino dei giovanissimi: è una rivoluzione da attuare sia negli ambienti che si vivono quotidianamente, sia (e soprattutto) in se stessi e nel proprio essere, senza paura dei cambiamenti. Quello rivoluzionario è un desiderio che profuma di coraggio, di voglia di mettersi in discussione, di lasciarsi plasmare dall’incontro con il Signore.

Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla - Atto normativo

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